Il profilo psicologico di un dittatore: Putin è “sano di mente”?

Capire con esattezza cosa passi per la testa di un’altra persona è un compito arduo, se non impossibile. Ciononostante, in moltissimi si interrogano su quali possano essere i pensieri che affollano la mente di Putin, quali siano le sue reali intenzioni e se ci siano degli indizi che lascino presagire o ipotizzare la presenza di eventuali disturbi patologici.

La stessa Casa Bianca pare aver incaricato agenti e analisti di intelligence per cercare di carpire segnali di squilibrio mentale del presidente russo. Alcune fonti parlano di un uomo “altamente preoccupante e imprevedibile”, anche se tra i ranghi dell’FBI c’è chi solleva il sospetto che possa trattarsi di notizie artificiosamente manipolate per delegittimare ulteriormente le ragioni che hanno portato al conflitto. Altri ancora parlano di una persona totalmente ritirata in se stessa, disconnessa dalla realtà e fermamente convinta delle proprie affermazioni.

Come già accennato in introduzione, diagnosticare un eventuale disturbo, in assenza tra l’altro di un consulto psichiatrico diretto, sarebbe pretenzioso e poco realistico. Sulla base dei comportamenti e delle azioni di cui ci facciamo spettatori passivi potremmo, tuttavia, formulare delle ipotesi. Una di queste potrebbe lasciar presagire la possibilità di trovarci di fronte a un soggetto affetto da un disturbo di personalità narcisistica e paranoide.

Alcuni tratti tipici del narcisismo, come la manifesta concentrazione in se stessi, la difficoltà nello sperimentare empatia, lo sfruttamento degli altri per il raggiungimento dei propri obiettivi senza tener conto delle conseguenze che tale azione potrebbe generare, l’irritazione nei confronti di chi contraddice le proprie idee e una certa altezzosità espressa per mezzo del linguaggio corporeo, delineano peculiarità che potremmo effettivamente associare al dittatore sovietico.

Allo stesso modo i principali tratti paranoidi, quali la sospettosità e la diffidenza, il timore costante di essere raggirati e di subire aggressioni e la tendenza a contrattaccare rabbiosamente e con violenza, sono caratteristiche che senza troppa fatica ci troveremmo ad accostare al soggetto in questione.

Da queste premesse, se davvero Putin soffrisse di una patologia di tipo narcisistico-paranoide, le sanzioni occidentali potrebbero risultare davvero pericolose perché presumibilmente recepibili come un provvedimento umiliante che potrebbe, a sua volta, innescare una serie di reazioni incontrollate.

Lo ripetiamo ancora, parliamo per ipotesi e supposizioni difficilmente verificabili e, auspichiamo, infondate. Quello che noi tutti speriamo, è che il prima possibile possa risolversi pacificamente un conflitto che, degenerando ulteriormente, potrebbe assumere proporzioni globali.

In collaborazione con Alessandro Bellardi Falconi.

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