Gli Hikikomori arrivano anche in Italia

Il fenomeno Giapponese sempre più presente anche in Italia.

In Giappone molti giovani si stanno staccando dalla società. Sono ragazzi noti con il nome di hikikomori (reclusi), o più formalmente shakaiteki. Sebbene la loro esistenza sia ampiamente riconosciuta, la loro vera situazione è ancora tutta da comprendere, poiché si sviluppa su ragazzi con diversi background e circostanze. 

In primo luogo, una definizione: gli Hikikomori sono individui prettamente maschili tra i 14 ed i 30 anni che:

1) non lavorano o vanno a scuola/università;

2) non hanno altri disturbi mentali in atto, ma probabilmente sono l’evoluzione di disturbi già presenti (Asperg, Autismo etc etc);

3) sono rimasti a casa per sei mesi o più senza interagire con nessuno fuori dalle loro famiglie. 

Queste persone non hanno amici e sono isolate dalla società, anche se potrebbero vivere nel bel mezzo di una  qualsiasi città brulicante. C’è molta confusione su cosa sia, quando il fenomeno ha cominciato a diffondersi ormai vent’anni fa in Giappone, nessuno riusciva a capire che cosa stesse succedendo, migliaia di giovani cominciavano ad isolarsi apparentemente senza alcun motivo e a passare mesi e anni all’interno della propria camera senza aver nessun contatto con la società nemmeno con i genitori. I primi Hikikomori venivano trattati come se fossero schizofrenici, quindi imbottiti di psicofarmarci ovviamente senza alcun risultato evidente, questo grave errore di valutazione iniziale fece sì che il fenomeno si diffondesse rapidamente nel giro di pochissimi anni. Gli Hikikomori provano un profondo senso di vergogna. Pensano a se stessi come privi di valore e non meritevoli di felicità. Quasi tutti provano rimorso per aver tradito le aspettative dei loro genitori. Affermano di voler scomparire o che desiderano non essere mai nati. Alcuni sono così esausti da questa lotta interiore che non riescono nemmeno ad alzarsi dal letto e il tormento può continuare per anni o addirittura decenni.

Le cause possono essere varie: la struttura sociale del Giappone è molto rigida e la pressione sociale inizia molto presto.  Agli studenti viene chiesto di studiare costantemente, il periodo scolastico dura in media sei settimane in più di una scuola americana ad esempio, e quando il ministro dell’educazione giapponese ridusse le giornate settimanali da sei giorni a cinque, molti genitori iniziarono ad iscrivere i propri figli a corsi serali per recuperare le ore di educazione persa!

Circa il 60% degli hikikomori ha avuto esperienza nella forza lavoro. Molti di loro hanno faticato duramente con carichi di lavoro scandalosamente pesanti o sono stati sottoposti ad abusi cronici da parte dei superiori. Ciò ha reso il lavoro un oggetto di terrore e di rifiuto.

Nei casi gravi, gli hikikomori non escono quasi mai dalle loro stanze se non per usare il bagno o la doccia. Terrorizzati dal contatto anche con altri membri della famiglia, si alimentano facendo irruzione nel frigo di notte quando tutti gli altri in casa dormono. La conversazione è inesistente. Una madre lamentava che suo figlio non le avesse più parlato da quando aveva 12 anni, quindi non aveva mai ascoltato la sua voce da adulto.

La maggior parte degli Hikikomori proviene da famiglie della classe media in grado di fornire loro supporto economico. Un gran numero di loro continua a dipendere dai loro genitori. Tuttavia, una buona fetta hikikomori si sostengono da soli lavorando da casa, ad esempio attraverso lo sviluppo informatico di applicazioni o software. Questo stile di vita (o di rinuncia ad essa) è una specie di eremitismo moderno. Purtroppo il fenomeno è in ascesa anche in Italia, dove si registrano già numerosi casi.

Si ringrazia F.M. per la collaborazione

Una risposta a “Gli Hikikomori arrivano anche in Italia”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.